Il codice conta più del marchio perché l’avviso riguarda lotti precisi di uova fresche, e non sempre il nome commerciale aiuta a riconoscere subito la confezione. Chi ha uova in casa dovrebbe controllare lotto, scadenza e formato prima di usarle, soprattutto se le ha già spostate fuori dalla confezione originale.
Il Ministero della Salute ha pubblicato un richiamo datato 14 luglio 2026 per quattro lotti di uova fresche di categoria A prodotte da Avicola Emiliana di Bertoni Alberto e C. Società Agricola S.S. Il motivo indicato è l’isolamento di Salmonella Typhimurium, quindi il punto pratico non è fare allarmismo, ma evitare che una confezione richiamata finisca in una ricetta.
Indice articolo
Perché se ne parla ora
Il richiamo è rimbalzato nelle ultime ore perché riguarda un alimento molto comune e con scadenze ravvicinate, comprese tra il 19 e il 30 luglio 2026. In estate, inoltre, uova, creme, maionese fatta in casa e preparazioni poco cotte richiedono più attenzione, non perché ogni uovo sia pericoloso, ma perché la sicurezza dipende da lotto, conservazione e manipolazione.
Secondo l’avviso ministeriale, i formati coinvolti sono cartoni da 30 uova e confezioni da 6 uova, in plastica o in cartone. I lotti da verificare sono 50/26, 51/26, 52/26 e 53/26.

I lotti da controllare
Le informazioni utili da confrontare sono queste:
- Lotto 50/26, scadenza 19 luglio 2026.
- Lotto 51/26, scadenza 23 luglio 2026.
- Lotto 52/26, scadenza 26 luglio 2026.
- Lotto 53/26, scadenza 30 luglio 2026.
Il produttore indicato è Avicola Emiliana di Bertoni Alberto e C. Società Agricola S.S., con stabilimento in via Borgo 19 a Corlo di Formigine, in provincia di Modena. L’avvertenza riportata nell’avviso è di non consumare il prodotto e, se ancora in possesso, riconsegnarlo al fornitore.
Cosa sapere, cosa controllare, cosa evitare
La prima cosa da fare è recuperare la confezione, se c’è ancora. Lotto e scadenza sono più affidabili della memoria sul negozio o sull’aspetto delle uova. Se le uova sono state messe in un portauova o in un altro contenitore e non è più possibile risalire al lotto, conviene evitare scorciatoie: il richiamo funziona proprio perché identifica prodotti specifici.
Da evitare anche l’idea che una preparazione veloce risolva sempre il problema. Per un prodotto richiamato l’indicazione resta non consumarlo, non provarlo in una ricetta più cotta o più lunga. Le normali regole di cucina restano importanti per le uova non coinvolte: mani pulite, superfici separate tra crudo e cotto, frigorifero ordinato e niente gusci rotti o sporchi a contatto con alimenti pronti.
Il punto che confonde: marchio, lotto e guscio
Molti cercano il marchio in grande sulla confezione, ma nei richiami alimentari il dato decisivo è spesso il lotto. È il numero che permette di distinguere un prodotto coinvolto da uno simile, magari venduto nello stesso reparto o nello stesso formato.
Il codice stampigliato sul guscio serve alla tracciabilità dell’uovo, ma per un richiamo al consumatore la verifica più semplice resta quella indicata nell’avviso: lotto, formato e scadenza sulla confezione. Per questo è una buona abitudine non buttare subito l’imballo, almeno fino a quando le uova non sono finite.
Domande rapide
Se ho uno dei lotti richiamati posso cuocerlo bene?
No. Per i lotti indicati l’avvertenza è di non consumare il prodotto e riconsegnarlo al fornitore. La cottura è una regola utile per la sicurezza alimentare generale, ma non sostituisce un richiamo ufficiale.
Il richiamo riguarda tutte le uova?
No. Riguarda i lotti 50/26, 51/26, 52/26 e 53/26 collegati all’avviso citato. Le altre uova vanno comunque conservate e maneggiate correttamente.
Quando serve il medico?
Questo articolo non sostituisce un parere sanitario. In caso di sintomi gastrointestinali importanti dopo il consumo, o se sono coinvolti bambini piccoli, anziani, persone fragili o immunodepresse, è prudente contattare il medico o il servizio sanitario di riferimento.
Fonti
Ultimo controllo: 16/07/2026 19:42 CEST, Europe/Rome.