venerdì 23 Ottobre 2026
Accedi Invia comunicato →
Ambiente

Temporali, dove non aspettare che passino

Quando arriva un temporale, il riparo sbagliato può essere più rischioso della pioggia. Cosa sapere tra allerta gialla, lago, strada e spazi aperti.

Fulmine durante un temporale
Fulmine vicino a Trento. Foto: Stefano Merler e Monica Dallabona, licenza CC BY-SA 2.5, via Wikimedia Commons.

Condivi se l'articolo ti è piaciuto!

Se il temporale arriva mentre sei fuori, il punto più rischioso non è sempre quello dove piove di più: spesso è il luogo in cui provi ad aspettare che passi. Alberi isolati, rive di laghi, spiagge, pontili, campi aperti, tettoie e gazebo non sono veri ripari. La scelta più prudente è entrare in un edificio chiuso o, se non è raggiungibile in fretta, restare in auto con portiere e finestrini chiusi.

Il tema torna attuale perché il Bollettino di criticità della Protezione Civile del 9 giugno 2026 indica allerta gialla per rischio temporali su aree della Lombardia, tra cui Lario e Prealpi occidentali, Orobie bergamasche, Valchiavenna, Laghi e Prealpi Varesine. Per chi vive o si muove tra Como, lago, Prealpi e itinerari all’aperto, la differenza la fa prepararsi prima di partire e non improvvisare quando arrivano tuoni, vento e rovesci.

Aspettare nel posto sbagliato può bastare

La Protezione Civile ricorda che i temporali sono fenomeni rapidi, localizzati e difficili da prevedere nel dettaglio. Possono portare fulmini, raffiche di vento, rovesci intensi e grandine. Il problema, quindi, non è soltanto bagnarsi: è trovarsi in uno spazio esposto quando il temporale raggiunge la fase più intensa.

Un temporale può sembrare ancora lontano, ma i fulmini possono colpire anche a distanza dal nucleo più visibile. Se senti i tuoni, il temporale è già abbastanza vicino da richiedere una scelta rapida. All’aperto, secondo le indicazioni ufficiali, nessun luogo è davvero sicuro: bisogna raggiungere al più presto un riparo chiuso.

Linea di pioggia in arrivo con temporale
Linea di pioggia in arrivo con temporale. Foto: Historic NWS Collection/NOAA, pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

Cosa sapere prima di muoversi

La prima cosa da fare è controllare i bollettini ufficiali prima di programmare un’uscita, una camminata, una giornata al lago, un allenamento all’aperto o un trasferimento in zone collinari e prealpine. In Lombardia, allertaLOM pubblica allerte e mappe regionali per rischi idro-meteo, temporali, vento forte, neve, valanghe e incendi boschivi.

Il codice giallo non significa panico e non significa che ogni comune sarà colpito nello stesso modo. Significa però che possono verificarsi fenomeni localizzati con possibili criticità. Per questo è utile leggere la zona interessata, l’orario di validità, il tipo di rischio e gli aggiornamenti in tempo reale, soprattutto se devi attraversare aree lacustri, vallate o strade già esposte a rovesci intensi.

Cosa controllare e cosa evitare

Se devi uscire, controlla meteo ufficiale, bollettini di allerta e radar disponibili. Avvisa qualcuno se vai in montagna o su percorsi isolati. Valuta un piano B: un rientro anticipato, una sosta in un edificio, un percorso alternativo o il rinvio dell’attività.

Quando il temporale è vicino, evita di restare sotto alberi isolati, pali, tralicci, strutture metalliche, ombrelli aperti, canne da pesca e oggetti appuntiti. Allontanati da rive, moli, pontili, spiagge, piscine scoperte e campi aperti. Non considerare sicuri tettoie, balconi, capannoni, gazebo e verande: proteggono dalla pioggia, non dal rischio elettrico.

In auto, riduci la velocità se pioggia, vento o grandine riducono la visibilità. Se la fase più intensa arriva mentre stai guidando, cerca un luogo sicuro dove fermarti, lontano da alberi, cartelli instabili e zone depresse che potrebbero allagarsi. Non forzare passaggi dove l’acqua copre la strada: non serve molta profondita’ per perdere aderenza o non capire cosa ci sia sotto.

Il punto che molti confondono: riparo non vuol dire copertura

Il dibattito nasce spesso da una confusione semplice: se qualcosa ripara dalla pioggia, allora sembra automaticamente sicuro. Non è cosi’. Una tettoia aperta, una veranda, un gazebo o un grande albero possono dare l’impressione di protezione, ma non isolano come un edificio chiuso.

Lo stesso vale per il lago. Quando si vedono lampi o si sentono tuoni, restare vicino all’acqua aumenta l’esposizione. La prudenza non è rovinare la giornata: è spostarsi prima che il margine di scelta si chiuda.

Domande rapide

Se non piove ancora, devo già rientrare?

Se vedi lampi o senti tuoni, non aspettare la pioggia. Le indicazioni della Protezione Civile invitano a raggiungere rapidamente un luogo riparato quando il temporale è vicino.

L’auto è un riparo sicuro?

In mancanza di un edificio raggiungibile in tempi brevi, l’auto è indicata come riparo, con portiere e finestrini chiusi. Non è però un motivo per guidare dentro rovesci violenti o attraversare acqua sulla strada.

Quando posso riprendere l’attività all’aperto?

La Protezione Civile indica di attendere almeno 30 minuti dopo l’ultimo tuono prima di tornare all’aperto. Se le condizioni peggiorano o arrivano nuove celle temporalesche, è meglio rinviare.

Fonti

Ultimo controllo fonti: 09/06/2026 16:43 CEST, Europe/Rome.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *