In Lombardia la data conta, ma non basta: per molte zone, Como compresa, il riferimento ordinario resta il 15 ottobre, con limite massimo di 14 ore al giorno. Prima di accendere senza pensarci, però, conviene guardare zona climatica, eventuali ordinanze comunali, orari consentiti e stato dell’impianto. La regola può cambiare in caso di freddo anomalo o provvedimenti locali, quindi il punto non è solo segnare un giorno sul calendario.
Il tema torna adesso perché settembre alterna giornate ancora miti e passaggi instabili. ARPA Lombardia segnala per questi giorni rovesci e temporali sparsi, con temperature massime in pianura vicine alla norma del periodo: una situazione che porta molti condomìni e famiglie a chiedersi quando si possa riaccendere davvero.
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La regola pratica per Como e gran parte della Lombardia
Como rientra nel quadro ordinario della zona E, quello che permette l’esercizio degli impianti termici dal 15 ottobre al 15 aprile. Il Comune di Como ricorda che, in via ordinaria, gli impianti possono funzionare per 14 ore al giorno e che l’accensione deve stare nella fascia tra le 5 e le 23.
Fuori dal periodo normale non serve inventare una regola di condominio: il Comune richiama la disciplina regionale, secondo cui gli impianti possono essere attivati solo se le condizioni climatiche lo giustificano e per una durata giornaliera ridotta, non superiore alla metà di quella ordinaria. In pratica, a Como l’eccezione può arrivare a 7 ore al giorno, se il freddo lo rende necessario e se non ci sono indicazioni diverse delle autorità.

Cosa controllare in casa o in condominio
La prima cosa da verificare è la zona climatica del Comune. Non tutta Italia segue la stessa finestra e le zone più fredde possono avere limiti diversi. In Lombardia il riferimento per cittadini, manutentori e amministratori è anche il CURIT, il Catasto Impianti Termici regionale, che raccoglie normativa, documenti e servizi sugli impianti.
Il secondo controllo riguarda il responsabile dell’impianto. In una casa autonoma di solito è il proprietario o l’occupante; in un condominio con impianto centralizzato il riferimento pratico passa spesso dall’amministratore e dal manutentore. Se ci sono dubbi su orari, valvole, contabilizzazione o anomalie, meglio chiedere una verifica tecnica invece di forzare caldaia e radiatori.
- Controllare se il Comune ha pubblicato ordinanze o avvisi aggiornati.
- Verificare orari impostati su cronotermostato o centrale termica.
- Non coprire radiatori e valvole con tende pesanti, mobili o copricaloriferi chiusi.
- Segnalare subito rumori, perdite, pressione anomala o termosifoni che non scaldano.
- Conservare libretto e documentazione della manutenzione periodica.
L’equivoco più comune: acceso non significa sempre al massimo
Il dibattito si accende ogni autunno perché molte persone confondono la data di avvio con un via libera totale. Le regole indicano un periodo e un numero massimo di ore, ma non obbligano a tenere i radiatori accesi per tutto quel tempo. In una casa ben isolata può bastare meno, mentre in edifici più freddi o con persone fragili serve una gestione più attenta.
Il punto delicato è trovare equilibrio tra comfort, spesa e qualità dell’aria. Una regolazione troppo alta pesa in bolletta e può peggiorare l’aria interna se non si cambia mai aria; una casa troppo fredda, invece, può diventare scomoda e umida. Per questo valvole termostatiche, programmazione oraria e piccoli controlli prima della stagione aiutano più della semplice domanda “si può accendere?”.
Cosa evitare quando arriva il primo freddo
Da evitare l’accensione improvvisata di impianti non controllati da tempo, soprattutto se ci sono odori strani, spegnimenti frequenti o pressione fuori norma. Da evitare anche la guerra del termostato in condominio: se l’impianto è centralizzato, orari e impostazioni non dipendono dal singolo appartamento.
Attenzione anche alle stufe e agli apparecchi alternativi usati per “tamponare” i primi giorni freddi. Vanno utilizzati solo secondo le istruzioni del produttore, con ambienti adeguati e senza soluzioni artigianali. In caso di dubbi sulla sicurezza, la risposta non è cercare un trucco online, ma chiamare un tecnico abilitato.
Domande rapide
A Como quando si possono accendere i termosifoni?
Nel periodo ordinario il riferimento è dal 15 ottobre al 15 aprile, per un massimo di 14 ore giornaliere, nella fascia tra le 5 e le 23.
Si può accendere prima del 15 ottobre?
Solo in presenza di condizioni climatiche che lo giustifichino e nel rispetto dei limiti ridotti richiamati dal Comune. A Como l’avviso comunale indica, fuori periodo ordinario, un massimo pari alla metà delle 14 ore ordinarie.
Chi decide in condominio?
Per gli impianti centralizzati la gestione operativa passa dall’amministratore e dal manutentore, nel rispetto della normativa e delle eventuali decisioni condominiali compatibili con la legge.
Fonti
- Comune di Como, Accensione riscaldamenti.
- CURIT Lombardia, normativa nazionale sugli impianti termici.
- CURIT Lombardia, servizi e informazioni per cittadini e operatori.
- ARPA Lombardia, bollettino meteo regionale.
Ultimo controllo: 17/09/2026, ore 16:45 CEST, Europe/Rome.