Se l’orecchio resta tappato dopo mare o piscina, spesso è solo acqua che fatica a uscire. Ma se arrivano dolore, prurito, gonfiore, secrezioni o fastidio quando si tocca il padiglione, il problema può essere un’otite esterna, la classica “otite del nuotatore”. In quel caso non conviene insistere con cotton fioc, gocce casuali o rimedi improvvisati: meglio chiedere consiglio a un medico o a un farmacista.
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Perché se ne parla proprio ora
Con il caldo di fine giugno aumentano bagni in piscina, giornate al lago e docce frequenti per rinfrescarsi. Il Ministero della Salute ha già attivato per l’estate 2026 i bollettini sulle ondate di calore, mentre ospedali e centri specialistici ricordano che umidità, sudore, cloro e acqua trattenuta nel condotto uditivo possono favorire irritazioni e infezioni dell’orecchio esterno.
Il punto non è spaventarsi dopo ogni tuffo. È distinguere la sensazione momentanea di orecchio pieno dai segnali che meritano attenzione, soprattutto nei bambini, in chi fa molti bagni consecutivi o in chi ha già avuto otiti, eczema, tappi di cerume o problemi al timpano.
Cosa può succedere dopo un bagno
L’otite del nuotatore è una forma di otite esterna: riguarda il condotto uditivo, non necessariamente l’orecchio medio delle classiche otiti invernali. Secondo Niguarda, può essere favorita da batteri presenti in acqua di piscina o di mare, ma anche da microlesioni causate da pulizia aggressiva o sfregamento.
Il Policlinico di Milano segnala che l’umidità intrappolata, insieme a sale, cloro e caldo, può alterare la barriera cutanea del condotto. Per questo il fastidio può comparire anche dopo molte docce, allenamenti sudati o giornate molto umide, non solo dopo una nuotata.

Cosa controllare senza farsi prendere dal panico
Una sensazione breve di acqua nell’orecchio può passare spontaneamente. Diventa più prudente fermarsi e chiedere un parere se il fastidio non migliora, se compare dolore crescente o se l’orecchio fa male quando si preme la piccola sporgenza davanti al condotto.
Da non sottovalutare anche prurito intenso, gonfiore, riduzione dell’udito, secrezioni, febbre o dolore che arriva alla mandibola. Nei bambini il segnale può essere meno chiaro: pianto dopo il bagno, rifiuto di farsi toccare l’orecchio o sonno disturbato meritano attenzione.
Cosa evitare dopo piscina e mare
Il gesto più rischioso è cercare di “liberare” l’orecchio infilando cotton fioc, forcine, carta arrotolata o altri oggetti. Le fonti mediche concordano su un punto: lo sfregamento può irritare la pelle del condotto e facilitare microlesioni.
Meglio asciugare la parte esterna con un asciugamano pulito, inclinare delicatamente la testa per favorire l’uscita dell’acqua e non usare gocce auricolari medicinali senza indicazione professionale. Chi ha perforazioni del timpano, otiti ricorrenti o interventi all’orecchio dovrebbe essere ancora più cauto con prodotti e tappi scelti da sé.
Il dettaglio che divide: tappi sì o no?
I tappi auricolari sembrano la soluzione più ovvia, ma non sono sempre la risposta giusta per tutti. Niguarda segnala che, in generale, l’uso dei tappi per nuotare può essere controindicato in alcune situazioni, mentre il Policlinico invita a evitare corpi estranei quando l’obiettivo è prevenire irritazioni e ristagni.
Questo non significa che nessuno debba mai usarli. Significa che chi ha problemi ricorrenti dovrebbe parlarne con uno specialista, perché forma del condotto, cerume, eczema, attività svolta e qualità dell’acqua cambiano molto il quadro.
FAQ rapide
L’orecchio tappato dopo il bagno è sempre otite?
No. Può essere solo acqua trattenuta per poco tempo. Dolore, prurito, gonfiore, secrezioni o fastidio al tatto rendono più sensato chiedere un parere.
Il cotton fioc aiuta a far uscire l’acqua?
No, può irritare il condotto e spingere cerume o acqua più in profondità. Le fonti mediche consigliano di evitare oggetti inseriti nell’orecchio.
Si può tornare subito in piscina?
Se c’è dolore o sospetto di infezione, meglio non decidere da soli. Il medico o il farmacista possono indicare cosa fare in base ai sintomi e alla storia personale.
Fonti consultate
- ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, “Otite del nuotatore, come si previene?”
- Policlinico di Milano, “Otite del nuotatore: quando caldo, mare e piscina mettono a rischio la salute delle orecchie”
- IRCCS Auxologico, scheda informativa sull’otite
- Ministero della Salute, bollettini sulle ondate di calore
Ultimo controllo fonti: 26 giugno 2026, ore 06:55 Europe/Rome.