Goletta dei Laghi dice che sul Lario il problema non è “tutto il lago”, ma alcuni punti sensibili, soprattutto foci di torrenti e scarichi. I dati 2026 di Legambiente segnalano criticità importanti, ma non sostituiscono i controlli ufficiali sulla balneabilità. Per decidere dove fare il bagno bisogna distinguere tra campionamenti ambientali, ordinanze comunali e Portale Acque del Ministero della Salute.
Il tema conta adesso perché luglio porta più bagni, gite e sport in acqua, mentre il report lombardo di Goletta dei Laghi è appena uscito. La tentazione è leggere un titolo allarmante e concludere che il Lago di Como sia tutto promosso o tutto bocciato. La realtà è più utile, e anche più scomoda: il punto esatto fa la differenza.

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Che cosa ha trovato Goletta sul Lario
Nel comunicato dell’8 luglio 2026, Legambiente indica che sul Lago Lario sono stati monitorati 9 punti: 5 entro i limiti, 1 inquinato e 3 fortemente inquinati. In provincia di Como viene segnalata come fortemente inquinata la foce del torrente Cosia, presso i Giardini a lago di Como, mentre risultano entro i limiti la foce del Breggia a Cernobbio e quella dell’Albano a Dongo.
Sulla sponda lecchese, secondo gli stessi dati, sono entro i limiti la foce dell’Adda a Colico, la foce del Meria a Mandello del Lario e quella del Rio Varrone a Dervio. Vengono invece indicati come critici il torrente Valle dei Mulini alla foce a Bellano, il Caldone a Lecco e il Gallavesa a Vercurago.
Questo non significa che ogni spiaggia vicina sia automaticamente vietata. Goletta sceglie spesso foci, scarichi e canali perché sono punti a rischio potenziale, utili per capire dove il sistema di depurazione e il territorio mostrano fragilità. È un segnale ambientale forte, non il cartello ufficiale di balneazione.
Perché non basta guardare il nome del lago
La balneabilità si decide su aree precise, con analisi e ordinanze collegate a punti di campionamento. Regione Lombardia ricorda che le informazioni della stagione in corso vengono caricate nel Portale Acque del Ministero della Salute, dove si possono vedere aree di balneazione, dati aggiornati, eventuali analisi fuori norma e divieti.
La differenza pratica è semplice: un lago può avere tratti molto frequentati e idonei, accanto a foci dove l’acqua porta con sé scarichi, pioggia, materiale urbano o problemi di rete. Per chi vuole fare il bagno, la domanda giusta non è “com’è il Lario?”, ma “com’è oggi quel punto preciso?”.
Cosa controllare prima del bagno
La prima verifica è il Portale Acque del Ministero della Salute, selezionando la zona e leggendo lo stato della singola area. La seconda è il sito del Comune, perché eventuali divieti temporanei vengono spesso pubblicati con ordinanza locale. La terza è il canale ATS competente: per il ramo comasco e parte del territorio interviene ATS Insubria, mentre altre sponde possono ricadere in ATS diverse.
Se l’acqua appare torbida, se c’è schiuma persistente, se si è vicino a una foce dopo temporali intensi o se sono esposti cartelli di divieto, è meglio rinunciare. Vale anche quando online si è letto un dato positivo riferito a un’altra area dello stesso lago.

Cosa evitare
Il primo errore è confondere un punto “entro i limiti” con una garanzia per tutta la riva. Il secondo è fidarsi del passaparola, soprattutto dopo piogge, piena dei torrenti o giornate molto affollate. Il terzo è ignorare i cartelli sul posto perché “ieri qualcuno faceva il bagno”.
Va evitato anche l’allarme generico. Dire che metà dei campioni lombardi di Goletta è oltre i limiti è un dato rilevante, ma va letto per località e tipologia di punto. Le foci sono sorvegliate proprio perché concentrano problemi che possono non riguardare allo stesso modo una spiaggia ufficiale monitorata.
Il punto che divide
Il dibattito nasce qui: Legambiente usa i campionamenti per mettere pressione su depurazione, scarichi e gestione dei bacini, mentre la balneabilità ufficiale serve al cittadino per capire dove può entrare in acqua. Sono due piani diversi, ma non opposti. Senza i dati ambientali si rischia di sottovalutare le criticità; senza il controllo ufficiale si rischia di trasformare ogni segnalazione in un divieto non verificato.
Per chi vive tra Como, Cernobbio, Mandello, Lecco o frequenta il lago nel weekend, la scelta più prudente è usare entrambi: Goletta per capire dove si concentrano le pressioni ambientali, Portale Acque e ordinanze locali per decidere il bagno di giornata.
Risposte rapide
Goletta dei Laghi certifica la balneabilità?
No. Legambiente precisa che i suoi monitoraggi non sostituiscono i controlli ufficiali e non certificano la balneabilità dei punti campionati.
Dove si controlla lo stato ufficiale?
Sul Portale Acque del Ministero della Salute, sui siti dei Comuni e sui canali ATS competenti per il territorio.
Una foce inquinata rende vietato tutto il lago?
No. Indica una criticità in un punto specifico. Per il bagno bisogna guardare l’area di balneazione precisa e gli eventuali divieti in vigore.
Fonti
- Legambiente, Goletta dei Laghi in Lombardia, dati pubblicati l’8 luglio 2026.
- Regione Lombardia, Qualità delle acque di balneazione, pagina aggiornata al 30 aprile 2026.
- Ministero della Salute, Portale Acque, mappa delle aree di balneazione e dei divieti.
- ATS Insubria, Balneabilità dei laghi e informazioni sui controlli territoriali.
Ultimo controllo fonti: 13/07/2026 22:46 CEST, Europe/Rome.