Il colloquio della Maturità 2026 non è una tesina da recitare: parte da una breve riflessione personale, ma poi si gioca sulle quattro discipline individuate dal Ministero e sulla capacità di collegare davvero ciò che si sa. Gli orali possono partire da lunedì 22 giugno, dopo le due prove scritte del 18 e 19 giugno. La mossa più utile, quindi, è preparare una traccia elastica, non un copione rigido.
La differenza conta perché molti studenti arrivano all’orale con materiali ordinati, slide curate e appunti pieni di collegamenti, ma rischiano di sottovalutare il passaggio decisivo: rispondere alle domande della commissione. La prova resta un dialogo d’esame, non una presentazione autoprodotta.
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Perché se ne parla adesso
La Maturità 2026 è entrata nella fase finale. Il portale del Ministero dell’Istruzione e del Merito indica l’avvio dell’Esame di Stato giovedì 18 giugno alle 8:30 con la prima prova scritta; la seconda prova si è svolta venerdì 19 giugno. Da lunedì 22 giugno le commissioni possono iniziare i colloqui, secondo il calendario stabilito dalle singole scuole.
Il punto nuovo, per chi sta ripassando nel weekend, è il peso dell’orale. Il MIM ha chiarito che il colloquio si svolge su quattro discipline scelte annualmente dal Ministero e comincia con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce del Curriculum dello studente.

Cosa sapere prima di ripassare a memoria
La riflessione iniziale non va confusa con una vecchia tesina. Serve a presentare il proprio percorso, a mostrare consapevolezza e a dare alla commissione un primo appiglio di dialogo. Subito dopo, però, arrivano domande e approfondimenti sulle quattro discipline dell’indirizzo.
Questo cambia il modo di prepararsi. Una scaletta può aiutare, ma deve restare breve: esperienze significative, metodo di studio, interessi emersi nell’ultimo anno, eventuale collegamento con il Curriculum e con la Formazione scuola-lavoro. Il resto va costruito su conoscenze solide, esempi chiari e capacità di spiegare perché un collegamento ha senso.
Cosa controllare entro il giorno dell’orale
- Le quattro discipline del proprio indirizzo, non quelle sentite da amici di altri corsi.
- Il calendario pubblicato dalla scuola, con ordine di convocazione e orario effettivo.
- Il Curriculum dello studente, per evitare di citare attività in modo confuso.
- La relazione o il supporto sulle esperienze di Formazione scuola-lavoro, se richiesto dall’impostazione della commissione.
- Educazione civica, perché può entrare nel colloquio anche senza una presentazione multimediale dedicata.
Cosa evitare
Il primo errore è preparare una pagina imparata a memoria e sperare che basti. Se la commissione cambia direzione, il candidato deve saper tornare sui concetti, non solo ripetere frasi già provate. Meglio allenarsi con domande secche: definizioni, passaggi logici, esempi, confronti tra autori, problemi o casi.
Il secondo errore è trasformare ogni argomento in un collegamento forzato. Un nesso debole si vede subito. Funziona di più un ragionamento semplice, dichiarato bene, che un giro lungo costruito solo per far entrare tutte le materie.

Il nodo che divide studenti e famiglie
C’è chi vive la nuova partenza dal percorso personale come un vantaggio, perché toglie l’effetto sorpresa del materiale iniziale. Altri la trovano più esposta: parlare di sé davanti alla commissione sembra semplice, ma diventa fragile se non è collegato a esperienze verificabili e a contenuti disciplinari.
La via più prudente è trattare l’apertura come una porta d’ingresso, non come il cuore dell’esame. Due o tre minuti ben costruiti possono bastare per orientare il colloquio. Poi contano precisione, ascolto della domanda e capacità di correggersi senza irrigidirsi.
Domande rapide
Gli orali iniziano per tutti il 22 giugno?
No. Lunedì 22 giugno è la prima data utile dopo gli scritti. Il calendario concreto dipende da commissione, scuola e ordine di convocazione.
Bisogna portare una tesina?
No, non nel senso tradizionale. È utile preparare una riflessione personale e materiali ordinati, ma il colloquio verte sulle quattro discipline e sugli altri elementi previsti dall’esame.
Il Curriculum dello studente può generare domande?
Sì. Poiché l’apertura tiene conto del Curriculum, la commissione può chiedere chiarimenti sulle attività dichiarate e sul percorso svolto.
Fonti
- Ministero dell’Istruzione e del Merito, pagina ufficiale Esami di primo e secondo ciclo 2025-2026: https://www.istruzione.it/esami-di-primo-e-secondo-ciclo-2025-2026/secondo-ciclo26.html
- Ministero dell’Istruzione e del Merito, Decreto ministeriale n. 13 del 29 gennaio 2026 sulle discipline della seconda prova e sulle quattro discipline del colloquio: https://www.mim.gov.it/-/decreto-ministeriale-n-13-del-29-gennaio-2026
- Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ordinanza ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026 sull’Esame di Maturità: https://www.mim.gov.it/-/ordinanza-ministeriale-n-54-del-26-marzo-2026
- Ultimo controllo: 21/06/2026 07:43 CEST, Europe/Rome.