Il glitter non è sparito dagli scaffali, ma non tutto il glitter è trattato allo stesso modo dalle regole europee sulle microplastiche. La differenza passa da tre domande: di che materiale è fatto, se è libero o intrappolato in una matrice solida, e se il prodotto rientra in una fase transitoria. Per chi compra make-up, decorazioni o kit creativi, la mossa utile è leggere la funzione del prodotto e non fermarsi alla parola “glitter”.
Se ne riparla perché ottobre è il mese in cui tornano trucco scenico, feste, costumi e acquisti decorativi. In parallelo, la restrizione europea sulle microplastiche intenzionalmente aggiunte è già in vigore e continua ad avere scadenze diverse a seconda dei prodotti. Il risultato è una confusione comprensibile: alcuni articoli sono vietati, altri possono ancora essere venduti, altri non rientrano proprio nella stessa casella.
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Perché il tema torna adesso
La restrizione europea nasce per ridurre il rilascio nell’ambiente di microparticelle di polimeri sintetici, cioè microplastiche aggiunte intenzionalmente a prodotti o miscele. La Commissione europea chiarisce che il divieto non colpisce ogni cosa luccicante: riguarda alcuni glitter di plastica non biodegradabile e insolubile, soprattutto quando sono venduti sfusi o usati in prodotti senza periodo transitorio.
Questo è il punto che cambia la lettura del carrello. Una decorazione cucita, una paillettes da infilare, un glitter minerale o biodegradabile e un cosmetico in fase transitoria non sono la stessa cosa. Il problema non è l’effetto brillante in sé, ma la possibile dispersione di microplastiche nell’uso normale e nello smaltimento.

Cosa sapere prima di comprare
La prima cosa da guardare è il tipo di prodotto. Il glitter plastico sfuso per usi come giochi, lavoretti e kit creativi è stato tra i primi casi interessati dal divieto, salvo eccezioni come materiali naturali, solubili, biodegradabili o inorganici.
Secondo la guida della Commissione, i cosmetici hanno invece finestre transitorie specifiche. I prodotti da risciacquo con microplastiche hanno una scadenza diversa dai cosmetici leave-on, mentre trucco, prodotti per labbra e prodotti per unghie hanno un periodo più lungo. Per il consumatore questo significa una cosa semplice: vedere ancora glitter nel make-up non prova da solo che il prodotto sia fuori regola.
La seconda cosa da controllare è se il glitter è libero o incorporato. Se è intrappolato in colla, vernici o alcune matrici solide, può ricadere in una deroga diversa rispetto al glitter sciolto. Anche gli articoli con glitter applicato sulla superficie vengono trattati in modo diverso dalle miscele, secondo le precisazioni pubblicate dalle autorità europee.
Cosa evitare
Meglio evitare acquisti impulsivi quando l’etichetta non aiuta a capire materiale, uso e smaltimento. La dicitura “eco”, “bio” o “naturale” non basta se non è chiaro a che cosa si riferisce. Una scelta prudente è preferire prodotti con informazioni leggibili, indicazioni d’uso chiare e nessuna promessa vaga sul fatto che siano “senza impatto”.
Attenzione anche al fai-da-te con glitter decorativi usati sulla pelle. Un prodotto per lavoretti non diventa automaticamente sicuro come cosmetico solo perché luccica. Per il viso, gli occhi e le labbra conviene usare prodotti destinati a quell’uso e seguire le istruzioni, soprattutto se il trucco è per bambini o se deve restare molte ore.

Il dettaglio che crea dibattito
Il dibattito nasce perché il glitter è piccolo, visibile e simbolico, ma le microplastiche intenzionalmente aggiunte riguardano molte più categorie. C’è chi vede il divieto come una misura concreta contro una fonte evitabile di dispersione. C’è anche chi teme confusione per negozi e consumatori, perché le scadenze non sono uguali per tutti i prodotti.
La risposta più onesta è che la regola non si legge con uno slogan. Non basta chiedere “glitter sì o no”. Bisogna capire se si parla di plastica non biodegradabile e insolubile, se il prodotto è già stato immesso sul mercato, se gode di un periodo transitorio e se il glitter può disperdersi durante l’uso.
Domande rapide
Il glitter è vietato in tutta Europa?
No. Le regole riguardano alcuni glitter plastici e alcuni usi. Materiali biodegradabili, solubili, naturali o inorganici possono restare fuori dal campo della restrizione.
I cosmetici glitterati sono illegali?
No, non automaticamente. La Commissione europea indica periodi transitori specifici per diverse categorie cosmetiche. Per questo un prodotto può essere ancora venduto se rientra nelle condizioni previste.
Posso usare glitter da hobby sul viso?
Meglio di no se il prodotto non è destinato all’uso cosmetico. Per pelle, occhi e labbra servono prodotti formulati e indicati per quell’uso, con istruzioni leggibili.
Che cosa controllo in negozio?
Controlla destinazione d’uso, ingredienti o materiali dichiarati, istruzioni di smaltimento e indicazioni del produttore. Se l’informazione è vaga, meglio scegliere un’alternativa più chiara.
Fonti
- Commissione europea, Regolamento (UE) 2023/2055 e restrizione delle microplastiche intenzionalmente aggiunte.
- Portale nazionale REACH, chiarimenti in italiano su microplastiche e glitter.
- ECHA, scheda tematica sulle microplastiche.
- EUR-Lex, Regolamento (UE) 2023/2055.
Ultimo controllo: 11/10/2026, ore 07:43 CEST, Europe/Rome.