In Lombardia lo screening gratuito per l’epatite C è ancora attivo per le persone nate tra il 1969 e il 1989 che rientrano nei criteri indicati dalla Regione. Il punto non è fare autodiagnosi, ma sapere che un test può essere proposto insieme agli esami del sangue di routine e che un eventuale esito positivo richiede poi un percorso medico. La Giornata mondiale dell’epatite del 28 luglio riporta il tema al centro proprio perché molte infezioni restano silenziose.
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Perché se ne parla adesso
Il 28 luglio si celebra la Giornata mondiale dell’epatite. Per il 2026 l’Organizzazione Mondiale della Sanità richiama l’attenzione sulle barriere che allontanano le persone da informazione, test, vaccinazione e cure, con il messaggio internazionale “Hepatitis: Let’s break it down”.
Il tema è concreto anche per chi vive in Lombardia. La pagina regionale sullo screening gratuito per l’epatite C risulta aggiornata al 21 luglio 2026 e conferma il programma nei punti prelievo aderenti, con collegamenti alle ATS lombarde.

Chi dovrebbe farci caso
Regione Lombardia indica come destinatari della campagna le persone nate tra il 1969 e il 1989, non già trattate per epatite C. Lo screening può essere proposto a chi accede ai punti prelievo e ai pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere, se rientrano nelle categorie previste.
Il test descritto dalla Regione è un prelievo di sangue standard per la ricerca degli anticorpi anti-HCV, eseguito insieme agli esami di routine. Il risultato viene consegnato con gli altri esiti. In caso di positività, non basta interpretare il referto da soli: la Regione specifica che il cittadino viene contattato per completare gli approfondimenti diagnostici.
Cosa sapere prima di aspettare l’invito
La prima cosa da controllare è semplice: anno di nascita e condizioni indicate dal servizio sanitario regionale. Chi è nato tra il 1969 e il 1989 e fa esami del sangue in Lombardia può chiedere informazioni al punto prelievo o alla propria ATS, soprattutto se non ha mai aderito allo screening.
La seconda è non confondere screening e diagnosi completa. Un test di screening serve a intercettare un possibile contatto con il virus e a indirizzare verso ulteriori verifiche, non a sostituire il medico.
La terza è conservare gli esiti e seguire i canali ufficiali. Le indicazioni possono variare per territorio, punto prelievo e percorso sanitario. La pagina regionale rimanda alle ATS di Bergamo, Brescia, Brianza, Insubria, Milano, Montagna, Pavia e Val Padana.
Cosa evitare
Meglio evitare due scorciatoie. La prima è pensare che l’assenza di sintomi chiuda il discorso: Regione Lombardia descrive l’epatite C cronica come un’infezione che può non dare sintomi. La seconda è leggere online un valore di laboratorio e decidere da soli che cosa fare.
Va evitato anche il tono allarmistico. Parlare di screening non significa dire che tutti siano a rischio nello stesso modo. Significa usare un’occasione gratuita e tracciata dal servizio sanitario per non lasciare invisibile un’infezione che oggi può essere presa in carico.
Il punto che divide: paura o prevenzione?
Le campagne sanitarie funzionano quando non trasformano ogni ricorrenza in allarme. Il messaggio utile della Giornata mondiale dell’epatite è più pratico: ridurre stigma, confusione e rinvii.
Per molte persone la barriera non è solo medica. È non sapere se il test esiste, pensare che serva una prenotazione speciale, temere un risultato o rimandare perché non ci sono disturbi. Il taglio giusto è parlarne con il medico, con il punto prelievo o con la propria ATS, non inseguire diagnosi fai da te.
Domande rapide
Lo screening HCV in Lombardia è per tutti?
No. La campagna regionale riguarda le persone nate tra il 1969 e il 1989 che non siano già state trattate per epatite C, secondo le condizioni indicate da Regione Lombardia.
Serve un prelievo separato?
La Regione spiega che il test può essere effettuato con un prelievo di sangue standard, contestualmente agli esami del sangue di routine nei punti prelievo aderenti.
Se il test è positivo vuol dire che ho già una diagnosi definitiva?
No. Un esito positivo richiede ulteriori approfondimenti diagnostici e un percorso medico. Non va interpretato da soli.
Perché se ne parla a luglio?
Perché il 28 luglio è la Giornata mondiale dell’epatite, usata a livello internazionale per aumentare consapevolezza su prevenzione, test e accesso alle cure.
Fonti
- Organizzazione Mondiale della Sanità, World Hepatitis Day 2026.
- World Hepatitis Alliance, World Hepatitis Day.
- Regione Lombardia, Screening gratuito per l’epatite C.
- Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro, Epatite virale.
Ultimo controllo fonti: 22 luglio 2026, 19:43 Europe/Rome.