Il nuovo segnale sulla dengue non significa che bisogna vivere l’estate con paura. Significa però che, quando compaiono casi autoctoni e le autorità attivano controlli mirati, il gesto più utile resta togliere acqua ferma da balconi, giardini e cortili. Spray e repellenti aiutano a ridurre le punture, ma non sostituiscono la prevenzione ambientale.
La notizia arriva a fine agosto, nel pieno della stagione in cui le zanzare sono ancora attive. ATS Liguria ha comunicato il 27 agosto 2026 un caso di dengue autoctona diagnosticato a Sanremo, mentre il Centro Nazionale Sangue ha aggiornato il 28 agosto le misure legate a casi autoctoni confermati con esposizione più probabile in alcuni comuni del Leccese. Per chi vive lontano da quelle zone non cambia la vita quotidiana, ma cambia il livello di attenzione verso piccoli ristagni che spesso vengono sottovalutati.
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Perché se ne parla ora
La dengue è una malattia virale trasmessa da zanzare infette, non da un normale contatto tra persone. In Italia i casi sono sorvegliati dall’Istituto Superiore di Sanità e dalle autorità sanitarie regionali, con aggiornamenti periodici sulle arbovirosi.
Secondo l’aggiornamento ISS pubblicato il 6 agosto, dal 1 gennaio al 31 luglio 2026 risultavano 192 casi confermati di dengue, tutti associati a viaggi all’estero e senza decessi. Il comunicato ligure del 27 agosto ha poi acceso l’attenzione su un caso autoctono, cioè contratto in Italia da una persona che non aveva viaggiato all’estero. Il Centro Nazionale Sangue, il 28 agosto, ha indicato anche misure di prevenzione trasfusionale legate ad Alliste e Ugento, in provincia di Lecce.
Il punto non è trasformare ogni puntura in un sospetto. Il punto è capire perché le autorità insistono su interventi rapidi e molto localizzati: quando il virus viene individuato, ridurre le zanzare nell’area interessata può aiutare a limitare una possibile trasmissione.

Cosa sapere senza allarmismi
Il Ministero della Salute descrive la dengue come un’infezione trasmessa da zanzare del genere Aedes. Non tutte le zanzare trasmettono dengue e non ogni zona con zanzare è automaticamente una zona di rischio. La presenza della zanzara tigre, però, rende importante una prevenzione costante nei mesi caldi.
ISS ricorda che nei focolai la trasmissione può essere molto localizzata. Questo spiega perché, dopo un caso sospetto o confermato, i comuni e le aziende sanitarie possono disporre disinfestazioni mirate, controlli e comunicazioni ai cittadini. Sono misure di sanità pubblica, non un invito al fai da te con trattamenti improvvisati.
Per i cittadini la parte più concreta è semplice: meno acqua stagnante significa meno luoghi dove le zanzare possono riprodursi. Il balcone con sottovasi pieni, il secchio dimenticato, l’annaffiatoio, il telo che trattiene pioggia o il tombino privato poco curato possono contare più di quanto sembri.
Cosa controllare in casa, balcone e giardino
La prima verifica riguarda i ristagni. Dopo temporali o annaffiature, svuota sottovasi, secchi, ciotole non usate, giochi da esterno, teli e piccoli contenitori. Se un contenitore deve restare all’aperto, va coperto o gestito in modo da non diventare un punto di raccolta.
La seconda riguarda le protezioni personali. Abiti leggeri ma coprenti nelle ore più esposte, zanzariere integre e repellenti usati secondo etichetta possono ridurre le punture. I prodotti non vanno mescolati o applicati a caso, soprattutto su bambini, pelle irritata o vicino agli occhi.
La terza riguarda l’informazione locale. Se il comune o l’ATS pubblicano avvisi su disinfestazioni o misure temporanee, conviene leggere canali ufficiali e rispettare le indicazioni pratiche. Le date, le strade interessate e le cautele possono cambiare da zona a zona.
Cosa evitare
Evita di affidarti solo ai rimedi da balcone. Candele, braccialetti, ultrasuoni o soluzioni molto pubblicizzate non possono sostituire la rimozione dei ristagni e le protezioni raccomandate. Attenzione anche alle catene social: una notizia su un comune non significa che tutta l’Italia sia nella stessa situazione.
Meglio evitare anche trattamenti chimici improvvisati in spazi condivisi. In condominio, in cortile o in aree vicine ad animali e bambini, le disinfestazioni vanno gestite da soggetti autorizzati e secondo indicazioni locali. Il fai da te aggressivo può essere inutile o creare altri problemi.
La curiosità che conta: il raggio è spesso piccolo
Uno degli elementi più interessanti emersi dagli approfondimenti ISS sui focolai italiani è la dimensione locale della trasmissione. Negli studi citati dall’istituto, la diffusione si è concentrata spesso in aree ristrette, entro poche centinaia di metri. Questo non elimina il rischio, ma spiega perché le azioni puntuali possono essere decisive.
È anche il motivo per cui la prevenzione domestica non è un dettaglio decorativo. Ogni piccolo ristagno eliminato riduce un habitat potenziale. Non serve trasformare la casa in un laboratorio, serve una routine semplice dopo pioggia, caldo umido e irrigazioni.
Domande rapide
La dengue si trasmette da persona a persona?
No, nella normale vita quotidiana la dengue non si trasmette con strette di mano, vicinanza o condivisione di spazi. La trasmissione avviene attraverso la puntura di zanzare infette.
Devo preoccuparmi per ogni puntura?
No. Una puntura di zanzara, da sola, non indica dengue. In caso di febbre alta, dolore intenso, disturbi importanti o sintomi dopo un viaggio in aree a rischio, la scelta corretta è sentire il medico, evitando autodiagnosi.
Il repellente basta?
Aiuta, se usato correttamente, ma non basta da solo. La prevenzione più solida combina protezione dalle punture, zanzariere e riduzione dei punti dove l’acqua resta ferma.
Fonti
- ATS Liguria, Dengue autoctona, un caso a Sanremo, pubblicato il 27 agosto 2026.
- Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro, Febbre dengue, aggiornamenti sulle arbovirosi.
- Centro Nazionale Sangue, Dengue 2018-2026, aggiornamento del 28 agosto 2026.
- Ministero della Salute, scheda malattia dengue.
- ECDC, Dengue worldwide overview.
Ultimo controllo: 29/08/2026, ore 16:43 CEST, Europe/Rome.