martedì 14 Luglio 2026
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Legge

Autovelox accesi, multe non automatiche

Il decreto sugli autovelox è operativo dal 12 luglio 2026, ma non spegne tutti i controlli e non rende ogni multa automatica. Cosa verificare nel verbale.

Autovelox arancione su una strada in Italia
Controllo velocità in Italia. Foto: Xavier Caré, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

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Il nuovo decreto sugli autovelox non spegne tutti i controlli e non rende ogni multa automaticamente valida. Dal 12 luglio 2026 restano attivi gli apparecchi che rispettano i requisiti previsti, mentre gli altri devono ottenere l’omologazione prima di tornare utilizzabili. Per chi riceve un verbale, il punto pratico è leggere bene data della violazione, dispositivo indicato e riferimenti riportati.

Il tema è tornato caldo perché il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dell’8 giugno 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 luglio. Il giorno dopo sono entrate in vigore le nuove regole su omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi usati per accertare le violazioni dei limiti di velocità.

Perché se ne parla adesso

La pubblicazione in Gazzetta chiude una fase di incertezza nata attorno alla differenza tra approvazione e omologazione degli strumenti. Secondo i dati diffusi dal Ministero e ripresi da RaiNews e ANSA, circa 3.150 dispositivi risultano in funzione perché conformi ai nuovi requisiti, mentre circa 850 apparecchi devono completare il percorso di omologazione.

Questo non significa che le strade siano senza controlli. Significa, piuttosto, che per usare un apparecchio ai fini sanzionatori servono requisiti tecnici e amministrativi più chiari. Il decreto riguarda anche tarature, verifiche periodiche e procedure per i dispositivi già in uso.

Cosa cambia per chi guida

La prima cosa da capire è la data. Se la violazione è successiva al 12 luglio 2026, il verbale dovrebbe essere letto alla luce delle nuove regole. Se invece la violazione è precedente, il decreto non va interpretato come una sanatoria automatica o come una cancellazione generale delle multe già notificate.

Il secondo punto è il dispositivo. L’apparecchio deve essere riconducibile a un modello omologato o comunque regolarizzato secondo le procedure previste. Deve inoltre essere censito e usato nel rispetto delle regole di collocazione, segnalazione e funzionamento.

Autovelox fisso a Firenze
Autovelox fisso a Firenze. Foto: CEphoto, Uwe Aranas, licenza CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

Cosa controllare in un verbale

Senza trasformare un controllo in un ricorso fai da te, ci sono alcuni elementi che vale la pena verificare con calma. La data della violazione conta più della data in cui arriva la notifica. Il verbale dovrebbe indicare il tipo di apparecchio usato e i riferimenti utili a identificarlo.

Va poi guardata la taratura. Le verifiche di funzionalità e taratura sono parte del quadro tecnico che rende affidabile la misurazione. Se mancano informazioni essenziali o se il caso è dubbio, la strada corretta è chiedere chiarimenti all’ente che ha emesso il verbale o rivolgersi a un professionista, soprattutto prima di far decorrere i termini per eventuali contestazioni.

Cosa evitare

Il primo errore è pensare che “850 spenti” significhi niente più autovelox. I dispositivi conformi restano attivi e i limiti di velocità restano pienamente validi. Il secondo errore è credere che ogni multa possa essere contestata con una formula uguale per tutti: i casi dipendono da data, apparecchio, verbale, strada e documentazione.

Attenzione anche ai post social che promettono annullamenti facili. Le fonti utili sono il decreto, le comunicazioni ufficiali e il verbale ricevuto. Un contenuto virale può dare un segnale, ma non sostituisce la verifica del caso concreto.

Il punto che divide

Il decreto prova a mettere ordine in un settore discusso da anni. Da una parte c’è chi lo vede come un passaggio necessario per evitare controlli opachi e ricorsi a catena. Dall’altra, alcune letture tecniche osservano che resteranno possibili contenziosi su omologazione, uso dei dispositivi e sanzioni precedenti.

Per il cittadino la lettura più prudente è semplice: non considerare il decreto una licenza per ignorare i limiti e non considerarlo nemmeno una risposta automatica a ogni verbale. Serve una verifica caso per caso, partendo dai dati scritti nel documento ricevuto.

Domande rapide

Tutti gli autovelox sono stati spenti?

No. Le fonti ufficiali e le ricostruzioni delle agenzie indicano circa 3.150 dispositivi conformi e circa 850 apparecchi da regolarizzare.

Una multa dopo il 12 luglio è sempre valida?

No, non automaticamente. Deve essere stata rilevata con uno strumento utilizzabile secondo le nuove regole e nel rispetto delle altre condizioni previste.

Una multa prima del 12 luglio si annulla da sola?

No. Se ci sono dubbi, vanno valutati i dati del verbale, i termini e la documentazione. Per una contestazione serve un controllo puntuale.

Fonti

Ultimo controllo fonti: 14 luglio 2026, 16:43 Europe/Rome.

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