martedì 9 Giugno 2026
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Ambiente

Se vedi un pesce scorpione, non toccarlo

Il pesce scorpione è una specie aliena invasiva monitorata nei mari italiani: ecco perché non va toccato e come segnalare un avvistamento.

Pesce scorpione Pterois miles fotografato in mare
Pesce scorpione (Pterois miles). Foto: Pierre mkrs, CC0, via Wikimedia Commons.

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Se vedi un pesce scorpione in mare, la cosa giusta è non toccarlo, non provare a spostarlo e documentare l’avvistamento da distanza sicura. Le spine possono pungere anche dopo la morte dell’animale e le segnalazioni servono agli esperti per seguire la diffusione della specie. Il punto non è farsi prendere dal panico, ma riconoscerlo e sapere a chi inviare foto o video.

Perché se ne parla adesso

Il pesce scorpione, noto anche come pesce leone e indicato dagli esperti come Pterois miles, è una specie aliena invasiva monitorata nel Mediterraneo. Nei giorni scorsi è stato riportato un nuovo ritrovamento al largo di Punta Secca, nel Ragusano, nell’ambito di attività di monitoraggio ambientale del Museo Civico di Storia Naturale di Comiso.

Il tema interessa anche chi va al mare per turismo, pesca o immersioni perché ISPRA e CNR-IRBIM hanno rilanciato la campagna di citizen science “Attenti a quei 4!”, pensata per raccogliere segnalazioni su specie tropicali potenzialmente pericolose e per aiutare il monitoraggio della biodiversità marina.

Pesce scorpione Pterois miles vicino a una barriera corallina
Pesce scorpione (Pterois miles) nel Mar Rosso. Foto: Alexander Vasenin, licenza CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

Come riconoscerlo senza avvicinarsi

Il pesce scorpione ha un aspetto molto riconoscibile: corpo striato, pinne ampie e spine lunghe e sottili su pinne dorsali, anali e pelviche. Proprio queste spine sono il motivo per cui non va maneggiato, nemmeno se sembra morto o se è finito in una rete.

La raccomandazione pratica è semplice: guardare, fotografare se è possibile farlo senza rischio, segnare zona e orario, poi inviare la segnalazione ai canali indicati dalla campagna ISPRA e CNR-IRBIM. Una foto scattata male da lontano è meno utile di una foto chiara, ma la sicurezza viene prima dell’immagine.

Cosa sapere prima di intervenire

Chi lo incontra durante un bagno, un’immersione o una battuta di pesca dovrebbe evitare tre errori. Il primo è toccarlo per curiosità. Il secondo è tentare di liberarlo o ucciderlo senza competenze. Il terzo è sottovalutare le spine dopo la cattura, perché gli enti scientifici ricordano che possono causare punture molto dolorose anche dopo la morte dell’animale.

In caso di puntura non bisogna improvvisare rimedi letti online. È prudente contattare subito l’assistenza sanitaria o il 118, soprattutto se compaiono sintomi importanti, se la persona è fragile o se la puntura riguarda mani, piedi o zone sensibili. Questo articolo è informazione generale, non sostituisce il parere medico.

Cosa controllare e cosa evitare

Per chi frequenta il mare nei mesi estivi, il controllo utile è prepararsi prima: salvare i riferimenti della campagna “Attenti a quei 4!”, informarsi sulle specie da segnalare e spiegare ai bambini che i pesci colorati non sono giocattoli. Vale anche per chi pesca: un animale insolito va trattato con cautela, usando strumenti adeguati e senza maneggiarlo a mani nude.

Da evitare anche l’allarme generico. La presenza del pesce scorpione non significa che ogni spiaggia sia pericolosa, ma segnala un cambiamento da seguire con attenzione. Le specie aliene possono incidere sugli ecosistemi locali e, quando hanno spine velenose, richiedono una comunicazione chiara anche per bagnanti e operatori del mare.

Il nodo curioso: è pericoloso, ma anche monitorabile

Il paradosso è che un incontro sgradito può diventare un dato utile. ISPRA e CNR-IRBIM chiedono a pescatori, subacquei e cittadini di documentare gli avvistamenti perché la distribuzione delle specie invasive cambia nel tempo e le mappe si aggiornano anche grazie alle osservazioni dal mare.

La mappatura citata da ISPRA, aggiornata a marzo 2025, riportava 1.840 segnalazioni di pesce scorpione nel Mediterraneo. Il Mar Ionio veniva indicato come una delle aree più vulnerabili, un dettaglio che spiega perché gli avvistamenti nel Sud Italia fanno notizia anche quando non riguardano direttamente le spiagge del Nord.

Domande rapide

Il pesce scorpione è già presente in Italia?

Sì. Secondo il CNR è stato segnalato per la prima volta in Italia nel 2016 e negli anni successivi sono arrivati nuovi avvistamenti, soprattutto nell’area ionica e nel Mediterraneo centrale.

Si può mangiare?

Gli enti scientifici ricordano che la specie è commestibile, ma il punto critico sono le spine. Per chi non ha esperienza, il messaggio pratico resta non maneggiarlo e segnalare l’avvistamento.

Che cosa inviare in una segnalazione?

Foto o video, zona dell’avvistamento, data, profondità indicativa se nota e contatti di chi segnala. Se non è possibile fotografarlo senza avvicinarsi troppo, è meglio rinunciare allo scatto.

Fonti

Ultimo controllo fonti: 9 giugno 2026, ore 19:43 Europe/Rome.

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