giovedì 24 Settembre 2026
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Ambiente

Stufe e camini, la classe decide se accenderli

Stufe a pellet, camini e legna in Lombardia: stelle, pellet A1, manutenzione e misure temporanee da controllare prima dell’accensione continua.

Stufa a pellet generica con checklist domestica per le regole in Lombardia
Stufa a pellet e checklist domestica: immagine illustrativa generata con AI, non riferita ad abitazioni, prodotti o documenti reali.

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In Lombardia non basta che una stufa funzioni: contano la classe ambientale, il combustibile, la manutenzione e le eventuali misure temporanee sulla qualità dell’aria. Dal 1° ottobre riparte il semestre in cui possono scattare limitazioni antismog, mentre per alcuni impianti a biomassa arrivano scadenze tecniche da non ignorare. Prima di accendere con continuità conviene quindi controllare stelle, libretto, CURIT e avvisi del proprio territorio.

Perché se ne parla adesso

L’autunno riporta in casa pellet, legna e caminetti, ma anche le regole lombarde sulla qualità dell’aria. Regione Lombardia ricorda che per i generatori a biomassa valgono limiti permanenti su installazione e utilizzo, oltre a misure temporanee che si applicano dal 1° ottobre al 31 marzo quando il PM10 resta alto.

Il tema pesa perché il riscaldamento domestico a legna e pellet, soprattutto con apparecchi vecchi o usati male, incide sulle polveri sottili regionali. Per chi vive in provincia di Como e più in generale in Lombardia, la domanda pratica è semplice: posso accendere, oppure devo prima verificare qualcosa?

La regola delle stelle

Il punto di partenza è la classificazione ambientale del generatore, le cosiddette stelle. In Lombardia, dal 2020, la nuova installazione deve riguardare apparecchi almeno a 4 stelle, mentre l’uso dei generatori a 0, 1 o 2 stelle è vietato, salvo esclusioni o deroghe specifiche previste dalle delibere regionali.

Per le stufe a pellet sotto i 35 kW c’è anche l’obbligo di usare pellet di qualità, certificato conforme alla classe A1 della norma UNI EN ISO 17225-2. La documentazione va conservata, perché non basta dire che il pellet è “buono” o “premium”: deve essere dimostrabile.

Checklist generica con pellet e strumenti per la manutenzione della stufa
Checklist, pellet e strumenti di pulizia: immagine illustrativa generata con AI, non riferita a prodotti, documenti o abitazioni reali.

Cosa controllare prima dell’accensione continua

La prima verifica è sul libretto o sulla documentazione dell’apparecchio: classe ambientale, potenza, anno e condizioni di installazione. Se non è chiaro, meglio chiedere al manutentore o all’installatore, perché un apparecchio non conforme può dover restare spento.

La seconda verifica riguarda la manutenzione. Regione Lombardia indica periodicità minime diverse in base alla potenza e richiama la registrazione dei rapporti nel CURIT. Anche la canna fumaria conta: la pulizia è raccomandata almeno una volta l’anno, oppure ogni 4 tonnellate di biomassa bruciata, e va gestita con rapporto di manutenzione.

La terza verifica è locale. Nei periodi di accumulo degli inquinanti possono attivarsi misure temporanee su base provinciale, consultabili su InfoAria. In quei casi il divieto può riguardare generatori a biomassa sotto determinate classi emissive, a seconda del livello attivato.

Cosa evitare

Il primo errore è usare la stufa come se fosse un inceneritore domestico. ARPA Lombardia richiama il divieto di bruciare materiali impropri: rifiuti, carta trattata, riviste, bucce o altri scarti non sono combustibile per una stufa.

Il secondo errore è fidarsi solo dell’età dell’apparecchio. Una stufa recente non è automaticamente utilizzabile in ogni situazione, e un caminetto usato saltuariamente può rientrare in casi diversi da una fonte di riscaldamento abituale. Il terzo errore è ignorare gli avvisi temporanei: non sono teoria, perché vengono verificati con giornate di controllo e restano in vigore fino al rientro delle condizioni previste.

Il nodo: risparmio in casa o qualità dell’aria?

Il dibattito nasce qui. Legna e pellet possono sembrare una risposta al costo dell’energia, soprattutto nelle case dove il riscaldamento tradizionale pesa. Ma in pianura padana l’aria invernale trattiene gli inquinanti, e gli apparecchi vecchi o gestiti male possono peggiorare un problema che riguarda tutti.

La strada più prudente non è demonizzare ogni stufa, ma distinguere. Classe dell’apparecchio, qualità del combustibile, installazione corretta e manutenzione fanno la differenza tra un uso compatibile con le regole e una scelta rischiosa per aria, sicurezza e portafoglio.

Domande rapide

Una stufa a 3 stelle si può usare?

La regola permanente vieta l’uso dei generatori a 0, 1 o 2 stelle. Le misure temporanee antismog, quando attive, possono però imporre limiti più severi in base al livello e al territorio: per questo va controllato InfoAria.

Il pellet deve avere una certificazione precisa?

Sì. Per i generatori a pellet sotto i 35 kW Regione Lombardia indica l’obbligo di pellet certificato conforme alla classe A1 della norma UNI EN ISO 17225-2, con documentazione da conservare.

Chi controlla?

Le verifiche sugli impianti termici sono effettuate dalle Province nei Comuni sotto i 40.000 abitanti e dai Comuni più grandi, secondo quanto indicato dalla Regione. Per dubbi tecnici conviene rivolgersi a CURIT o a un manutentore qualificato.

Fonti

Ultimo controllo: 24/09/2026, ore 10:44 CEST, Europe/Rome.

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