lunedì 14 Settembre 2026
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Ambiente

Riscaldare casa: il grado in meno pesa

ENEA stima fino a 1,2 miliardi di metri cubi di gas risparmiabili: temperatura, orari e manutenzione da sistemare prima del freddo.

Radiatore e termostato in una casa generica prima dell accensione del riscaldamento
Radiatore e termostato in una casa generica: immagine illustrativa generata con AI, non riferita ad abitazioni, prodotti o luoghi reali.

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Il punto non è accendere il riscaldamento il prima possibile, ma preparare casa a consumare meno quando servirà davvero. ENEA ha appena stimato che, tra comportamenti e misure di efficienza, il prossimo inverno potrebbe risparmiare fino a 1,2 miliardi di metri cubi di gas nel residenziale e nel terziario. Per una famiglia significa guardare subito a temperatura, orari, manutenzione e dispersioni, senza aspettare la prima bolletta pesante.

Perché se ne parla adesso

Il tema torna prima dell’accensione dei termosifoni perché l’inverno energetico non si decide solo a ottobre. L’11 settembre 2026 ENEA ha rilanciato il nodo dei consumi di gas: nel settore residenziale, la reintroduzione di misure di contenimento già sperimentate nel 2022 varrebbe, secondo la stima, circa 0,8 miliardi di metri cubi standard di gas risparmiati, a cui si aggiungono gli effetti degli interventi di riqualificazione.

In pratica, il margine non sta in un solo gesto. Conta la somma di piccoli comportamenti ripetuti, regolazione dell’impianto, manutenzione e lavori più strutturali quando sono possibili. Il rischio, invece, è pensare che basti conoscere la data di accensione della propria zona climatica.

Checklist riscaldamento domestico
Checklist domestica per termosifoni e consumi: immagine illustrativa generata con AI, non riferita ad abitazioni, prodotti o luoghi reali.

La data conta, ma non è tutta la storia

Le regole nazionali dividono l’Italia in zone climatiche. Nella fascia E, in cui rientrano molte città del Nord, il periodo ordinario va dal 15 ottobre al 15 aprile, con un massimo di 14 ore al giorno. I Comuni possono però intervenire con ordinanze in caso di condizioni particolari, per questo la regola generale va sempre letta insieme agli avvisi locali.

Questa distinzione è importante: la data dice quando si può accendere, non quanto conviene consumare. Una casa che disperde calore, un termostato impostato male o stanze scaldate quando sono vuote possono pesare più del calendario.

Cosa sapere prima del freddo

La prima cosa da controllare è la temperatura impostata. Tenere ambienti domestici troppo caldi aumenta i consumi e spesso peggiora anche il comfort, perché l’aria diventa più secca e gli sbalzi con l’esterno sono più forti. Non serve trasformare la casa in una palestra di resistenza al freddo: serve una regolazione coerente con l’uso reale delle stanze.

Il secondo punto sono gli orari. Scaldare a lungo una casa vuota raramente ha senso, mentre può essere più utile programmare l’impianto prima dei momenti in cui l’abitazione è davvero vissuta. Nei condomini con impianto centralizzato, invece, conviene capire in anticipo fasce orarie, valvole termostatiche e modalità di contabilizzazione.

Il terzo punto è la manutenzione. Un impianto trascurato non è solo una questione di consumi: può diventare anche un problema di sicurezza e di affidabilità. Per caldaie, canne fumarie e apparecchi a combustione, la verifica va affidata a tecnici abilitati e non improvvisata.

Cosa controllare in casa

  • Termostato: verifica che l’orario sia corretto e che non lavori con programmi vecchi, magari impostati per abitudini cambiate.
  • Valvole e radiatori: controlla che i termosifoni non siano coperti da tende pesanti, mobili o copritermosifoni che trattengono calore.
  • Spifferi: finestre, cassonetti e porte d’ingresso possono disperdere molto. Anche interventi semplici possono ridurre sprechi evidenti.
  • Stanze poco usate: non tutte le camere hanno bisogno dello stesso livello di comfort per tutta la giornata.
  • Bolletta e consumi: confronta i metri cubi o i kWh con lo stesso periodo dell’anno precedente, non solo l’importo finale.
Contatore elettrico anonimo e bolletta generica su tavolo domestico
Bolletta e consumi domestici: immagine illustrativa generata con AI, non riferita a fornitori, marchi o documenti reali.

Cosa evitare

Meglio evitare la corsa ad accendere tutto al primo calo di temperatura. Settembre e inizio ottobre possono avere giornate molto diverse tra loro, e una scelta rigida rischia di sommare sprechi senza migliorare davvero il comfort.

Da evitare anche il fai da te sugli apparecchi a gas. Pulire la polvere intorno ai radiatori è una cosa, intervenire su caldaia, scarichi o combustione è un’altra. Se l’impianto dà odori strani, spegnimenti, rumori anomali o messaggi di errore, la strada corretta è chiamare un tecnico.

Infine, attenzione alle promesse troppo facili. Un dispositivo smart può aiutare se viene configurato bene, ma non compensa finestre lasciate aperte, termosifoni ostruiti o temperature impostate senza criterio.

Il nodo: risparmio o comfort?

La discussione divide perché il riscaldamento tocca abitudini, salute percepita e portafoglio. C’è chi teme di dover vivere in case fredde e chi vede ogni grado in più come uno spreco. La via più concreta sta nel mezzo: usare il calore dove serve, quando serve, e ridurre gli sprechi invisibili.

Il dato ENEA serve proprio a questo. Non dice che tutte le famiglie debbano comportarsi nello stesso modo, ma mostra che il margine nazionale esiste. Se milioni di abitazioni regolano meglio impianti e consumi, l’effetto cumulato diventa rilevante.

Domande rapide

Posso accendere prima della data prevista?

Dipende dalla zona climatica, dalle condizioni meteo e da eventuali ordinanze locali. Per casi specifici bisogna verificare il sito del proprio Comune.

Abbassare di un grado serve davvero?

Può servire, soprattutto se la temperatura di partenza è alta e se la scelta è accompagnata da orari più sensati e minori dispersioni.

Conviene chiudere del tutto i termosifoni nelle stanze vuote?

Dipende dall’impianto e dalla casa. In generale ha senso evitare di scaldare inutilmente stanze poco usate, ma senza creare squilibri, umidità o problemi condominiali.

La manutenzione fa risparmiare?

Può aiutare, ma soprattutto serve per sicurezza, efficienza e affidabilità. Gli interventi tecnici vanno affidati a professionisti abilitati.

Fonti

Ultimo controllo: 13/09/2026, ore 19:43 CEST, Europe/Rome.

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