Il punto non è solo che ci sono 32 milioni di euro: Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ possono interessare le PMI solo se il titolo di proprietà industriale è già abbastanza solido e se il progetto ha spese coerenti con il bando. Il MIMIT ha annunciato la riapertura 2026, ma le regole operative arriveranno con i nuovi avvisi. Per questo conviene preparare carte e verifiche, non correre su preventivi improvvisati.
La notizia pesa perché arriva a fine agosto, quando molte imprese ripartono con budget, fiere, lanci di prodotto e piani commerciali per l’autunno. Il decreto direttoriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 agosto 2026 programma le risorse per tre strumenti già conosciuti: 20 milioni per Brevetti+, 10 milioni per Disegni+ e 2 milioni per Marchi+.
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Perché se ne parla ora
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha comunicato il 31 agosto 2026 la riapertura delle misure per l’annualità 2026. Secondo il comunicato, i nuovi bandi saranno emanati dalla DGIAI del MIMIT entro i prossimi 30 giorni e definiranno termini e modalità per presentare le domande.
La differenza pratica è importante: oggi c’è la cornice finanziaria, non ancora il manuale completo per ogni impresa. Il decreto serve a programmare le risorse e a far ripartire gli strumenti, mentre gli avvisi diranno requisiti aggiornati, scadenze, moduli, piattaforme e dettagli sulle spese ammissibili.

Che cosa finanziano, in pratica
Brevetti+ è lo strumento dedicato alla valorizzazione economica dei brevetti. Nelle informazioni Invitalia disponibili per la misura, l’agevolazione riguarda servizi specialistici collegati a progettazione, ingegnerizzazione, industrializzazione, organizzazione, sviluppo e trasferimento tecnologico.
Disegni+ riguarda la valorizzazione di disegni e modelli, quindi il passaggio dall’idea registrata alla produzione, alla presentazione sul mercato o alla tutela. Marchi+ sostiene invece la protezione dei marchi italiani nell’Unione europea e nei mercati internazionali, secondo le regole che saranno indicate nel nuovo bando.
Il messaggio per una piccola impresa è semplice: il contributo non premia l’idea raccontata a parole, ma un percorso documentabile. Serve capire se esiste già un brevetto, una domanda, un disegno, un modello o un marchio coerente con la misura scelta.
Cosa controllare prima di muoversi
Prima di chiedere preventivi o fissare consulenze, conviene fare tre verifiche di base. La prima riguarda il titolo: chi lo possiede, quando è stato depositato o registrato, se è ancora valido e se ci sono licenze o contitolarità da chiarire.
La seconda riguarda le spese. Non tutte le attività di marketing, progettazione o assistenza legale rientrano automaticamente in un contributo. Bisogna aspettare il bando 2026 e confrontare ogni voce con le categorie ammesse, i massimali e le percentuali applicabili.
La terza riguarda i tempi. Le edizioni precedenti hanno mostrato che queste misure possono attirare molte richieste. Preparare documenti, deleghe, preventivi e accessi digitali in anticipo può evitare errori banali, ma non garantisce l’ammissione.
Gli errori da evitare
Il primo errore è confondere proprietà industriale e semplice presenza online. Un logo usato sui social o un prototipo mostrato a una fiera non bastano, se non c’è un titolo o una domanda compatibile con le regole della misura.
Il secondo è firmare servizi perché “tanto arriva il bando”. Senza leggere il testo ufficiale 2026 si rischia di sostenere costi non ammissibili, fuori periodo o non collegati al progetto richiesto. Il terzo è usare schede vecchie come se fossero ancora definitive: possono aiutare a capire la logica degli strumenti, ma non sostituiscono gli avvisi aggiornati.
Il nodo che divide le imprese
Questi bandi sono utili soprattutto quando trasformano un titolo registrato in valore reale: produzione, mercato, licenze, difesa del marchio, internazionalizzazione. Diventano meno efficaci se vengono inseguiti solo come rimborso generico per spese già decise.
Per questo la domanda giusta non è soltanto “posso prendere il contributo?”, ma “il mio brevetto, disegno o marchio ha un progetto industriale o commerciale abbastanza chiaro?”. È una differenza meno vistosa, ma spesso decisiva.
Domande rapide
I 32 milioni sono già prenotabili?
No. Il MIMIT ha annunciato la riapertura e la programmazione delle risorse. Le domande seguiranno le modalità che saranno definite nei nuovi bandi.
Vale anche per professionisti o grandi imprese?
La comunicazione ministeriale parla di piccole e medie imprese. I requisiti puntuali andranno verificati negli avvisi 2026.
Chi gestisce le misure?
Le informazioni camerali sulle edizioni precedenti indicano Brevetti+ gestito da Invitalia e Disegni+ e Marchi+ gestiti da Unioncamere per conto del Ministero. Anche qui conviene attendere i testi 2026 per i dettagli operativi.
Fonti
- MIMIT, “Mimit: 32 milioni per valorizzare la proprietà industriale delle PMI”, 31 agosto 2026.
- Gazzetta Ufficiale, Decreto 28 luglio 2026, “Programmazione fondi per bandi Brevetti+, Marchi+ e Disegni+”, GU Serie Generale n. 200 del 29 agosto 2026.
- MIMIT, pagina normativa sul decreto direttoriale 28 luglio 2026.
- Invitalia, scheda Brevetti+.
- Camera di Commercio Venezia Giulia, scheda Marchi+ Brevetti+ Disegni+ per il quadro gestionale delle misure precedenti.
Ultimo controllo: 31/08/2026, ore 16:44 CEST, Europe/Rome.