Il power bank in volo si porta in cabina, non nella valigia da stiva. Il punto da verificare è la capacità in wattora: fino a 100 Wh è in genere ammesso nel bagaglio a mano, mentre sopra quella soglia possono servire autorizzazione della compagnia o restrizioni più severe. Se al gate il trolley viene imbarcato, batterie di scorta e power bank vanno tolti e tenuti con sé.
Il tema torna utile in piena stagione di viaggi perché molti accessori quotidiani hanno batterie al litio: telefoni, tablet, laptop, fotocamere, auricolari, sigarette elettroniche dove consentite e piccoli gadget. Le indicazioni IATA aggiornate per i passeggeri insistono su un principio semplice: una batteria che si surriscalda deve essere raggiungibile dall’equipaggio, non chiusa nella stiva.
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Perché se ne parla adesso
Nel 2026 IATA ha pubblicato materiali aggiornati sulle batterie al litio e un documento specifico per gli operatori sui power bank. Il motivo non è vietare il caricatore portatile in sé, ma ridurre gli errori di trasporto, soprattutto quando il power bank è economico, danneggiato, senza dati leggibili o lasciato in un bagaglio che finisce in stiva.
ENAC rimanda alla campagna informativa EASA sul trasporto delle batterie al litio sugli aerei commerciali. La pagina ENAC sugli articoli consentiti in cabina ricorda anche che limiti di dimensioni e numero degli oggetti ammessi a bordo dipendono dalle singole compagnie. Per questo il controllo finale va fatto sempre sul sito del vettore, specie con voli extra UE, low cost o bagagli consegnati al gate.

Cosa sapere davvero
La regola più pratica è distinguere tra dispositivo installato e batteria di riserva. Un telefono o un computer contengono una batteria, ma un power bank è trattato come batteria di scorta: deve essere protetto dai cortocircuiti e restare nel bagaglio a mano.
Il dato da cercare sull’etichetta non è solo il valore in mAh. Le regole aeronautiche ragionano in Wh, cioè wattora. Molti power bank comuni dichiarano già questo valore. Se manca, si può ricavare solo quando sono indicati capacità e tensione nominale, ma in caso di dubbio conviene chiedere alla compagnia prima della partenza.
IATA indica tre soglie da ricordare: fino a 100 Wh normalmente in cabina, tra 100 e 160 Wh solo con possibile approvazione del vettore, oltre 160 Wh in genere non ammesso sugli aerei passeggeri. Alcune compagnie adottano regole più rigide sull’uso o sulla ricarica a bordo, quindi non basta sapere che il power bank entra in cabina.
Cosa controllare nel bagaglio
Prima di chiudere la valigia, il power bank dovrebbe essere integro, senza rigonfiamenti, crepe, odore insolito, calore anomalo o cavi rovinati. I contatti delle batterie sfuse vanno protetti, per esempio con confezione originale, custodia o isolamento dei terminali. Non è una formalità: il rischio più temuto è il cortocircuito.
Va controllato anche dove finisce il bagaglio. Se il personale chiede di imbarcare il trolley per mancanza di spazio in cabina, bisogna togliere power bank, batterie di ricambio e dispositivi alimentati al litio. Lo stesso vale per smart luggage con batteria estraibile: la batteria deve poter essere rimossa e portata con sé.
Cosa evitare
Da evitare il power bank in stiva, anche se è spento. Da evitare anche un dispositivo senza indicazioni leggibili sulla capacità, perché può creare problemi al controllo di sicurezza o all’imbarco. Un power bank gonfio, caduto, molto caldo o danneggiato non dovrebbe viaggiare.
In volo, se un dispositivo scivola tra i sedili o diventa caldo, IATA invita ad avvisare subito l’equipaggio. Muovere il sedile o maneggiare da soli una batteria instabile può peggiorare la situazione. Sembra eccessivo, ma è esattamente il tipo di caso per cui le compagnie vogliono batterie accessibili in cabina.
Il nodo che crea confusione
Molti viaggiatori associano il bagaglio a mano a qualcosa che resta sempre con loro. In realtà può essere ritirato al gate e caricato in stiva per ragioni operative. È lì che nasce l’errore: il power bank era stato preparato correttamente, ma resta dentro al trolley nel momento sbagliato.
C’è poi il tema delle regole non identiche tra compagnie. Le raccomandazioni internazionali danno un quadro, ma vettori e Paesi possono applicare condizioni operative diverse. Per questo un controllo sul sito della compagnia è più affidabile di un consiglio trovato in una discussione online.
Domande rapide
Un power bank da 20.000 mAh si può portare?
Spesso sì, ma non basta il numero in mAh. Serve verificare i Wh indicati dal produttore o calcolarli solo se è nota la tensione nominale. Se si avvicina ai 100 Wh o l’etichetta è poco chiara, meglio controllare con il vettore.
Posso metterlo nel bagaglio da stiva?
No, la regola prudente è tenerlo in cabina. IATA chiarisce che power bank e batterie di scorta non devono stare nel bagaglio registrato.
Posso usarlo durante il volo?
Dipende dalla compagnia. Alcuni vettori limitano o vietano l’uso e la ricarica dei power bank a bordo. La cosa più sicura è controllare le condizioni del proprio volo e tenere il dispositivo accessibile.
Fonti
- IATA, Safe Travel with Lithium Batteries
- IATA, Guidance Document for Operators, Power Banks, 2026
- ENAC, Trasporto di batterie al litio
- ENAC, Articoli consentiti in cabina
Ultimo controllo: 19/08/2026, ore 01:43 Europe/Rome.